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Pozzuoli

Angelo Nino Gentile il sindaco del bradisismo

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Oggi vogliamo parlarvi di un personaggio poco noto ma il cui nome viene spesso fuori quando si parla dell’aula consiliare del Comune di Pozzuoli, a cui è stata recentemente dedicata dal sindaco Vincenzo Figliolia: parliamo di Angelo Nino Gentile, che è ricordato dai puteolani come il sindaco del bradisismo.

Gentile, personalità letteraria di Pozzuoli, negli anni 70 è stato preside di scuole medie e sindaco per due amministrazioni negli anni difficili del bradisismo.

Recentemente nel 2019 Pozzuoli ha festeggiato il centenario di sua sorella Ida che ha ancora una volta riportato alla ribalta la storica famiglia puteolana dei Gentile.

Gentile nacque a Pozzuoli il 26 ottobre del 1916.

Laureato in lettere, comincia la sua carriera come insegnante in diversi comuni del circondario ma anche al Virgilio di Pozzuoli e alla Giacinto Diano dove fu anche vicepreside.

Successivamente diventa commissario prefettizio della azienda autonoma di Cura Soggiorno e Turismo del Comune di Pozzuoli, nata da un idea dell’allora senatore Alfonso Artiaco.

Dopo la guerra ed il periodo del fascismo comincia la sua carriera politica prima come consigliere comunale e poi come sindaco dal 1969 al 1974, probabilmente gli anni più drammatici per la città di Pozzuoli.

Grande fu infatti il suo impegno riconosciuto da tutte le parti politiche per la gestione della drammatica evacuazione del Rione Terra durante il bradisismo.

Era una persona molto amata che aiutava tutti ed esercitava il suo servizio con la massima trasparenza ed onestà denunciando spesso anche cose che non erano fatte come si deve dal suo stesso partito.

Morì circondato dagli affetti familiari nella sua casetta di campagna a Licola il 4 luglio 1989.

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