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Pozzuoli

La vera storia del Rione Terra a Palazzo Migliaresi

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Questa sera a Palazzo Migliaresi a Pozzuoli si è tenuto un bellissimo evento organizzato dal pittore e storico puteolano Antonio Isabettini, accompagnato dalla poetessa Luisa De Franchis e dalle associazioni Lux in Fabula e Malazè.

L’evento ha ripercorso tutta la storia del Rione Terra di Pozzuoli, dallo sbarco dei profughi greci dall’isola di Samo di cui non vi è traccia fino alla ricostruzione di una parte dei lotti del Rione Terra post bradisismo.

Il cuore dell’evento è stata la ricostruzione di quel maledetto 2 marzo 1970 quando il sindaco e tutta la giunta comunale di Pozzuoli furono convocati a Roma e poche ore dopo il prefetto di Napoli ordinò lo sgombero del Rione Terra.

Il sindaco e la giunta rientrarono in città solo a fine serata quando ormai la bomba era già stata innescata.

Il maestro Isabettini ci ha parlato delle sofferenze della popolazione in quei giorni attraverso filmati e la sua testimonianza diretta, dato che era presente anche lui.

Successivamente abbiamo visto immagini legate alla decadenza degli anni successivi, all’incuria alla barbarie in cui sono stati lasciati preziosi reperti di interesse storico ed architettonico che sono andati distrutti rubati e perduti per sempre.

Grazie alla associazione Lux in Fabula abbiamo visto scene inedite dello sgombero ed un filmato degli anni novanta del maestro che mostrava lo stato dei luoghi pieni di erbacce ed escrementi.

La serata si è conclusa con l’amara ricostruzione fotografica di Palazzo Migliaresi, portato solo a titolo di esempio perché quello che vediamo oggi non è una ristrutturazione del Rione Terra ma una ricostruzione neanche fedele purtroppo e gran parte dei manufatti di interesse storico sono stati abbattuti completamente e ricostruiti.

Il maestro Isabettini ha elencato ad uno ad uno tutti i reperti storici del Rione Terra che mancano all’appello.

Persino il palazzo che ci ha ospitati, Palazzo Migliaresi, dove avevano persino dimenticato di ricostruire una finestra, salvata grazie ad alcune immagini del maestro presentate al geometra.

Il patrimonio puteolano del Rione Terra oramai è andato perduto ma ci auguriamo che adesso con la nuova designazione d’uso del quartiere si dia lustro a quello che rappresenta uno dei fiori all’occhiello della nostra Civitas, la nostra Città, un titolo che come ha detto il maestro hanno solamente un migliaio di comuni in Italia su ottantamila.

Il sogno il museo del Rione Terra

Questo gruppo di lavoro merita sicuramente una sede permanente dove poter ripetere periodicamente questi incontri per i puteolani, gli studenti ed i turisti.

Queste sono testimonianze che hanno un altissimo interesse storico e culturale e vanno finanziate adeguatamente con spazi come un teatro multimediale dove i turisti pagando un biglietto possano sentire le storie che abbiamo ascoltato stasera.

E’ una occasione unica per creare al Rione Terra un museo dedicato alla sua storia, di quello che era, di quello che poteva essere ma soprattutto di quello che sarà.

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