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MARCO STEINER PRESENTA “LA NAVE DEI FOLLI” A POZZUOLI

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Mercoledì 9 novembre alle 18:30 presso la libreria Phlegraea in p.zza della Repubblica a Pozzuoli, in collaborazione con la Lega Navale Italiana sezione di Pozzuoli, presentazione de “La nave dei folli” di Marco Steiner.

L’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞: chi è Marco Steiner?

Marco Steiner, pseudonimo di Gianluigi Gasparini (Roma, 17 maggio 1956), è uno scrittore italiano conosciuto soprattutto per la grande collaborazione con Hugo Pratt avvenuta tra il 1989 e il 1995.

Marco Steiner è uno pseudonimo suggerito da Hugo Pratt e nasce dalla sua passione per due generi letterari: l’avventura e il noir. Marco nasce da Mar per Marlowe il detective di Raymond Chandler e Co per Corto Maltese, il marinaio di Hugo Pratt. Steiner sarebbe una trasformazione mitteleuropea di John Steinbeck.

Medico chirurgo dentista, dopo l’incontro con Pratt nel suo studio di Roma lascia progressivamente la sua professione e si dedica interamente alla scrittura e al viaggio. Pratt lo chiamava Zane Grey, dal nome di uno dei suoi autori preferiti, uno che faceva il dentista prima di mettersi a scrivere davvero. Da quel momento nasce Marco Steiner.

Ha lavorato come editor e traduttore (Persepolis, Blacksad, Il fotografo, Tintin, Favole) per 13 anni nella casa editrice Lizard fondata insieme a Patrizia Zanotti e allo stesso Pratt. Steiner ha iniziato a collaborare attivamente con Pratt nel 1992 per “Avevo un appuntamento” dell’Editore Socrates e nella redazione della versione romanzo della famosa storia a fumetti che segna la nascita di Corto Maltese, “Una ballata del mare salato” edita nel 1995 da Einaudi.

Nel 1996, un anno dopo la morte di Pratt, ha portato a compimento il romanzo “Corte Sconta detta Arcana”, edito da Einaudi.

O𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐚𝐫𝐢𝐚

Dopo un viaggio in Patagonia e in Nord America sulle tracce di Tango di Hugo Pratt, realizza nel 2006 il primo romanzo, L’ultima pista (Cadmo Edizioni).Insieme al fotografo svizzero Marco D’Anna, ha viaggiato fra Europa, Africa, Asia, Caraibi e Sud America percorrendo, fra il 2004 e il 2017, i luoghi geografici attraversati nelle sue storie da Corto per raccontarli nelle prefazioni alle 14 avventure del marinaio prattiano e in altre storie per Rizzoli-Lizard Casterman e i principali editori europei di Pratt. I luoghi dell’avventura, edito da Rizzoli-Lizard, nato come catalogo per la mostra omonima di Lugano (luglio-ottobre 2011), raccoglie in un volume unico le sintesi di tutte le prefazioni alle storie di Corto Maltese. Il Corvo di Pietra (2014) è il primo romanzo in cui si racconta un’avventura di un giovane Corto Maltese, è stato pubblicato in Italia da Sellerio e in Francia da Denoël. Oltremare è il secondo romanzo sulla giovinezza di Corto Maltese ed è stato pubblicato in Italia da Sellerio nel 2015. Il volume ha vinto nel 2016 il Premio di Letteratura Avventurosa Emilio Salgari. Nel 2016, in compagnia del fotografo ticinese Marco D’Anna e del grande maestro della fotografia Gianni Berengo Gardin, realizza per Rizzoli-Lizard Il gioco delle perle di Venezia. Ha scritto e diretto lo spettacolo teatrale Corto Maltese, conversazione con Irene di Boston, una performance multimediale ospitata al Festival di Filosofia e MusicaV Les rencontres inattendues a Tournai in Belgio nel settembre 2017.

Nel 2018 pubblica Miraggi di memoria, Nuages Edizioni, con illustrazioni di José Muñoz, pubblicato anche in Francia da Casterman con il titolo Mirages de la Mémoire. Nel 2019 pubblica Isole di ordinaria follia, edito da Marcianum Press con foto di Gianni Berengo Gardin e Marco D’Anna. Nel 2020, con Nuages Edizioni, pubblica Passi silenziosi nel bosco, con chine di Pratt e acquerelli di Nicola Magrin. A maggio 2021 pubblica con Salani, nella collana Le Stanze, Nella musica del vento, nuovo romanzo d’avventura ambientato tra la Patagonia e la Terra del Fuoco, là verso la fine del mondo.

𝐋𝐚 𝐧𝐚𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐨𝐥𝐥𝐢

In una notte illuminata da una strana doppia luna, un oscuro veliero accosta silenziosamente a San Servolo, l’isola della laguna veneziana che ospita il manicomio; non c’è nessuno a bordo e un piccolo gruppo di internati s’imbarca intravedendo un’insperata opportunità di fuga.

Inizia così un memorabile vagabondaggio alla ricerca della libertà, qualsiasi libertà, anche quella di perdersi e naufragare nel ricercare nuove vie prima impensabili.

Indio, un marinaio di origini sudamericane, protagonista e narratore, non viaggia soltanto sul mare, lui riesce a conversare con gli abissi degli oceani e con la Luna; sa che esiste un prezioso Altrove da ricercare fra misteriose isole che si allontanano o svaniscono; conosce le immense distese marine che s’innalzano o s’inabissano svelando universi sconosciuti da attraversare lasciandosi condurre dal vento e dal suono di sublimi note che danzano nella nebbia.

Il comandante sarà una vera “guida” per questo eterogeneo equipaggio; con il trascorrere del tempo, Indio si ritroverà al timone di una nave che sembrava un relitto e invece respira il suo stesso anelito al viaggio e la stessa incuranza di limiti e confini logici e geografici.

Gli uomini, le donne e il veliero progressivamente si integrano in un rapporto di magica compenetrazione che consente a ciascuno di ritrovare, condividere e affrontare memorie e dolori frammentati nel tempo…

«Le donne e gli uomini della nave dei folli di Marco Steiner: un lampo di luce sul chiaro e sulle ombre che abitano ciascuno di noi e che costringono a rispecchiarci nell’inquietudine delle nostre molteplici frammentazioni e nella fragilità della nostra identità. Nel corso di questo memorabile vagabondaggio è possibile ritrovare, o trovare finalmente, noi stessi».

Antonio Dragonetto (psicologo e psicoterapeuta).

«Per la scrittura e per la storia in sé, La nave dei folli è irriducibile a ogni genere o definizione, non ha padri né padrini letterari, solo nella classicità è possibile trovare una voce che le somigli; forse Luciano di Samosata o Apollonio Rodio. Questa nave parte da un ignoto e arriva a un altrove. Allora, che tipo di romanzo è La nave dei folli di Steiner? Storico, fantastico, d’avventura, mitologico, poetico? È un Romanzo, un gran bel Romanzo».

Emiliano Ventura (saggista)

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