Pozzuoli

Giulia Fasano la Anna Frank di Pozzuoli

giulia fasano la anna frank di pozzuoli

Come abbiamo scritto precedentemente in questi giorni di luglio nel 1943 a Pozzuoli c’era fermento per la caduta del regime fascista.

Il 25 luglio del 1943 infatti fu deposto il regime fascista ed anche a Pozzuoli cominciarono le prime ribellioni ed i primi tumulti con attacchi alle principali sedi storiche del regime tra cui la casa del Fascio nella villa comunale, dove attualmente si trova il commissariato di Polizia.

Prima che i nazisti si ritirino dalle zone flegree non mancheranno però genocidi ed uccisioni gratuite di persone innocenti, tra cui una ragazzina con un fratello illustre, Giulia Fasano.

Giulia Fasano nata a Pozzuoli il 21 luglio 1927, era infatti la sorellina sedicenne di Nicola Fasano, importante personaggio politico del partito comunista a Pozzuoli cui oggi è dedicata anche la strada che collega il centro cittadino alla zona di Arcofelice passando per i cantieri.

Fu proprio Nicola Fasano quando poi diventò un dirigente del partito comunista successivamente a raccontare questa storia, che ci è stata ricordata anche sulla nostra pagina Facebook dai familiari in occasione dell’anniversario della nascita di Nicola, in particolare dal figlio Salvatore Fasano e dalla nipote Linda Fasano.

Giulietta, come affettuosamente la chiamarono, era una bella ragazza e come Anna Frank condivideva la passione per la scrittura e per il disegno in quanto dotata di un certo talento: frequentava infatti la scuola di belle arti di Piazza Plebiscito a Napoli.

Stanca delle atrocità dei nazifascisti e dei numerosi omicidi gratuiti commessi durante l’occupazione, il 30 settembre 1943 uscì di casa con la sorella Emilia dicendo che andava a prendere l’acqua alla fontana romana vicino al vecchio mulino in Via Miliscola, invece secondo altre fonti, insieme a degli amici, sabotò le linee telefoniche del comando tedesco a Via Monte Nuovo e fu colta in flagrante da una pattuglia tedesca sotto la guida del capitano Mackensen, che non esitò a riempirla di raffiche di mitra mentre era ancora arrampicata al muro.

Un altra versione racconta che fu uccisa senza motivo alle falde di Monte nuovo mentre raccoglieva legna e fiori da campo.

Addirittura lo lasciarono per due giorni a terra sorvegliandolo senza che nessuno potesse avvicinarsi.

Successivamente il corpo venne nascosto ed oggi riposa al cimitero di Pozzuoli accanto ai genitori Stefano ed Olimpia.

Viene ricordata in una lapide in via Mazzini nei pressi di Porta Napoli a Pozzuoli insieme a tante altre vittime puteolane del regime nazista. Donne partigiane che hanno dato la loro vita a sostegno dei propri ideali, vittime ingiuste della furia nazista.

Speriamo che come per Alberto Iaccarino , il Comune di Pozzuoli un giorno si ricordi anche di lei dedicandole almeno una stele o una lapide in qualche zona della città.

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