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Pozzuoli

Laghi e acque misteriose dei Campi Flegrei

vista del lago d'averno
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Una delle cose più caratteristiche della zona flegrea è la presenza di tanti laghi che rendono il panorama unico al mondo specialmente guardandolo dall’alto nella zona di Monte di Procida.

Lago d’AvernoFusaro e Lucrino, tre misteriosi specchi d’acqua dell’ area Flegrea.

La loro storia è antica e ricca di leggende, come il lago d’Averno, una oscura e profonda voraggine di origine vulcanica, che in tempi remoti emanava delle esalazione sulfuree e velenose, rappresentava per gli antichi greci e romani la porta pre l’oltretomba, infatti per qui popoli antichi l’ade era anche chiamato Averno.

Il nome latino Avernus etimologicamente significa senza uccelli, ed era infatti questo un luogo, molto insalubre, tanto che gli uccelli che vi sorvolavano morivano per le forti esalazioni velenose che ne effluivano.

Anche il misterioso personaggio che fu Virgilio colloca l’ingresso nel regno dei morti nei pressi dell’Averno.

Nei pressi del lago d’Averno si trovano il tempio di Apollo, la grotta della Sibilla, un oracolo conosciutissimo nell’antichità, e la grotta di Cocceio che fu progettata e costruita intorno all’anno 37 avanti Cristo, per ordine di Marco Vipsanio Augusto, per motivi militari, infatti essa collegava le fortificazioni di Cuma con il porto militare Portos  Lulius.

La grotta di Coccieio, anche se oggi è quasi completamente ostruita, nell’antichità doveva avere un aspetto molto particolare, forse anche perché la sua entrata occidentale  a forma di vestibolo e ornata da ambo i lati di colonne e statue, davo direttamente sulle sponde del Lago d’Averno.

Anche le origine del  lago Fusaro sono  vulcaniche, e fa parte della caldera dei Campi Flegrei.

Nella metà del settecento i Borboni di Napoli la fecero diventare una riserva di caccia e pesca, e con Ferdinando IV finirono anche i lavori della Casina Vanvitelliana ,iniziata da Luigi e completata dal figlio  Carlo Vanvitelli .

A poca distanza dal lago d’Averno, c’è un bacino naturale formatisi in epoca antica, il lago Lucrino, che con la sabbia portata dalle onde a poi formato un istmo che ha chiuso lo specchio d’acqua. Il nome Lucrino deriva  dal latino lucrum (lucrare), probabilmente derivato dal fatto che all’incirca nel 90 a.C. vi fu insediato un allevamento di ostriche  e pesci, che fecero la fortuna del senatore romano Sergio Orata che installò li questi allevamenti.

Il sottile istmo che separava il lago Lucrino dal mare venne attribuito al mitico Eracle, in seguito quando sempre in epoca romana fu ampliato e sollevato, vi fu costruita una strada, che prese il nome di via Herculea, i lavori iniziali furono dovuti a Giulio Cesare I secolo a.C., molto più tardi il sommo Virgilio ne magnificò l’opera.

Nel 37 a.C. per scopi militari e per ordine di Marco Agrippa l’istmo fu tagliato, e costruito un canale di circa 300 metri che collegava Lucrino con il mare, per consentire alle navi da guerra di ormeggiare nel lago, le due estremità della strada erano collegate con un ponte ligneo mobile.

Attualmente la strada che passa tra il lago Lucrino e il mare non corrisponde alla via Herculea, essa infatti per effetto del bradisismo e a 4 metri sotto il mare e all’incirca 500 metri dal lago, ed è perfettamente visibile effettuando dell immersioni.

Tutta la zona del Lucrino nonostante la sua vicinanza con il lago d’Averno era considerata dai romani un luogo di villeggiatura, Cicerone vi costruì la sua famosa villa, nei cui pressi ve era la fonte di un acqua termale famosa anche ne medioevo, in effetti tutta la zona è ricca di fonti di acque termali, molte andarono distrutte durante l’eruzione che fece sorgere il Monte Nuovo

La prossimità con il lago d’Averno rendevo magico tutta la zona, non era difficile scorgere dei soffioni, flutti vaporosi ed ebollizioni d’acqua  in tutta la zona, secondo Plinio nella zona tra i due laghi in epoca remota sorgeva una città Cimmera, la quale  pare fosse una citta sotterranea fatta di cunicoli e antri, e i suoi abitanti erano soliti essere consultati da stranieri per avere responsi dall’oracolo dei morti, situato sotto terra.

In epoca tardo medievale (IX secolo) tutta la zona in seguito al bradisismo fu inondata per molto tempo, nel 1300 la zona era ancora sommersa, anche se stava lentamente riemergendo

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